Per non dimenticare......

   Adolfo Ferrero

A poche ore di distanza dalla battaglia che gli costerà la vita, il Tenente Adolfo Ferrero, ventenne, scrive ai genitori una lettera testamento che verrà ritrovata solo nel 1958.

L’originale della lettera è conservata presso il sacrario militare di Asiago dove, assieme ai resti di oltre 50.000 soldati italiani e austro-ungarici, riposano le spoglie del giovane tenente.

A cento anni di distanza dallo scoppio della grande guerra, temiamo che i nostri ragazzi non abbiano consapevolezza dell’immane tragedia che sconvolse la vita di milioni di persone; d’altra parte anche in noi adulti la memoria e la gratitudine dovuta ai nostri nonni non è più così viva.

Leggendo la lettera, ciò che impressiona di più, è proprio la paura di Adolfo di essere dimenticato dai suoi stessi fratelli:

 "O genitori, parlate, parlate, fra qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini, di me, morto a vent’anni per la Patria. Sforzatevi di risvegliare in loro il ricordo di me... Che è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi... Fra dieci, vent’anni forse non sapranno più d’avermi avuto fratello..."


Le sofferenze di quei giovani soldati sono state talmente atroci, che a distanza di cento anni si stenta a credere che siano realmente accadute.

L'ultimo lavoro di Ermanno Olmi, il film "Torneranno i prati", si conclude con l’amara riflessione di un soldato:

"Prima o poi anche questa guerra finirà, sui campi di battaglia torneranno i prati e, con il passare del tempo, nessuno crederà più alle sofferenze che abbiamo patito".

........... facciamo in modo che questo non avvenga!



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